Impronte poetiche


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Wislawa Szymborska
03/03/2015
Programma di poesia è musica a cura di Mara Zampol, interpretazione di Monica Brocco.

Leggere poesie aiuta. Aiuta a risvegliare in noi il senso vero della vita; aiuta a riscoprire le nostre passioni e la nostra sensibilità che la cruda realtà ci strappa ogni giorno, è uno specchio, un pugno che ti scuote. La poesia è arte, intimità, infinita purezza;è un soffio leggero che ci sfiora l'anima. Impronte poetiche rappresenta questo: emozioni intense tramutate in parole e musica. Brevi poesie che abbracciano, attimi di un vissuto rimasti nel cuore e che scandiscono lo scorrere del tempo come granelli di sabbia in una clessidra.

Questa poetessa dal nome impronunciabile,Szymborska, polacca Wislawa Szymborska, mi è sempre venuta in soccorso nei momenti più difficili. Perchè le sue poesie sono poesie che hanno una semplicità incredibile. Chi non ha mai letto poesie..si trova tra le sue pagine assolutamente a suo agio.. A leggerla incontri parole che già conosci, sensazioni che hai già provato, ambienti che hai visto mille volte; solo che, come fa Mozart con la sua musica, te la legge sul pentagramma e ti sembra tutto lineare, poi l’ascolti ed è l’universo….

Ada Negri - il dono
29/09/2015
Ada Negri nacque da una famiglia molto povera, e può essere considerata la prima scrittrice italiana proveniente dalla classe operaia. Passò la sua infanzia solitaria ma grazie ai sacrifici familiari, studiosa fino a diplomarsi come insegnante elementare.
Da lì insieme alla professione crebbe l'amore per la poesia e proprio in questo periodo, inizio 1890 pubblica la sua prima raccolta, titolata Fatalità (1892).
Dopo il grande successo di questo libro, Ada negri acquista una certa fama, e le venne attribuito il titolo di "professoressa", per poter insegnare nei licei. Seme a metà strada tra l'autoaffermazione e ricerca di indipenza e l'adesione ai codici sociali dell'epoca soffre e insieme scrive, trasferendo in parole il suo sentire contraddittorio.
Ad oggi resta uno dei migliori esempi di poesia al femmile, del calibro della Merini o Lamarque a cui si accomuna per ardore, intraprendenza e capacità di esprimersi senza filtri.

Rumi
03/03/2015
Ottocento anni fa, in una città nel nord est del Regno di Persia, nasceva un bambino molto speciale, destinato a diventare famoso col nome di Rumi. Il nome Rumi si riferisce a Rum, la parola persiana per indicare l'Impero Romano o Bizantino, che un tempo includeva la Penisola Anatolica, dove Rumi ha passato la maggior parte della sua vita. L'amore è il filo comune che attraversa tutte le poesie di Rumi.
L'amore di cui parla Rumi ha le sue radici nella realizzazione dell'amore divino e nelle sue propagazioni nel mondo e nella vita umana. Per Rumi, l'amore è di due categorie: l'amore supremo che è Dio, la verità, il nostro amore per Dio, e l'amore derivato che è il riflesso in noi dell'amore divino, l'amore verso la creazione, quindi l'amore verso il partner, i figli, le creature viventi, l'intero cosmo.
Rumi lascia intenzionalmente nell'ambiguità i confini tra queste due dimensioni dell'amore poiché crede che se davvero una persona sente amore, compassione e tenerezza verso un altro essere vivente, questo non è altro che un riflesso dell'amore divino e una guida alla realizzazione della presenza di Dio.

Ramindranath Tagore
03/03/2015
La poesia d'amore orientale presenta caratteristiche diverse da quelle con le quali la poesia occidentale esprime il sentimento d'amore. Pervasa di leggerezza, di distacco dalla soggettività, di ritualità ripetuta, evoca i vari momenti della vita nella visione spirituale che fonde sacro e profano, spirito e carne, Dio e uomo.Mistico, saggio, veggente, per il poeta orientale l'Amore coinvolge tutto l'essere umano ponendolo in relazione a Dio. Amore non solo come sentimento, quindi, ma realtà completa di tutto l'uomo che, permeandolo e avvolgendolo, lo supera e lo trasporta oltre ogni barriera tra l'umano e il divino, in una fusione intensa eppur sottile, energia che muove il cosmo.Perciò si legge e si ama tanto Tagore, il grande maestro bengalese, perché attraverso le sue poesie ci si sente capaci di essere così, amanti e amati in questo modo così totale, universale, solidale. Dove sentire se stessi e l’altro parte integrante di un grande Disegno, che supera la nostra singolarità e ci dona speranza.

Mito venezuelano
03/03/2015

Sulla riconciliazione tratto dal libro “Racconti per una solitudine insonne del Subcomandante Marcos”.

Piccola presentazione: Marcos è gay a San Francisco, nero in Sudafrica, asiatico in Europa, chicano a San Isidro, in Spagna, palestinese in Israele, indige o nelle strade di San Cristóbal, ragazzino di una gang a Neza, rocker a Cu, ebreo nella Germania nazista, femminista nei partiti politici, comunista nel dopo Guerra fredda, artista senza galleria o cartelle, casalinga un sabato sera in qualsiasi quartiere di qualsiasi città di qualsiasi Messico, maschilista nel movimento femminista, donna sola nella metro alle 10 di sera, pensionato annoiato, contadino senza terra, editore marginale, operaio disoccupato, medico senza impiego, studente anticonformista, dissidente nel neoliberismo, scrittore senza libri né lettori e, certamente, zapatista nel sud-est messicano. Marcos è tutte le minoranze rifiutate e oppresse, Tutti i rifiutati che cercano la parola che restituisca loro la dignità. Marcos quindi siamo noi e nelle sue parole non solo ci ritroviamo ma ci leggiamo…così…

Emily Dickinson
03/03/2015
Ed è un personaggio fuori dal comune, quello di Emily Dickinson, che scelse una vita di solitudine e isolamento, non volle lasciare traccia pubblica di sé e tenne le proprie poesie nascoste nel cassettone della camera da letto, da dove furono recuperate solo dopo la sua morte. Fu uno spirito ribelle e determinato, capace di decidere all'età di trent'anni di vestirsi sempre di bianco e di chiudersi in casa, per tutta la vita. Di lei come persona si sa pochissimo ma per lei parlano i suoi versi, enigmatici, scarni, che suscitano stupore e curiosità, ammirazione e inquietudine. Lettrice onnivora, assetata di conoscenza, piena di domande ci consegna una poesia che ci regala voli di cuore e aperture verso l’infinito dentro e fuori di noi.

Thomas Transtromer
03/03/2015
Nato a Stoccolma nel 1931, dopo studi di psicologia nell’Università della capitale svedese, è entrato nell’amministrazione pubblica della cittadina industriale di Vasteras. Lontano dal mondo della poesia eppure parte integrante di essa. Infatti scrive per riflettere, come come un minatore, scende in profondità dietro l’apparenza delle cose. E nel leggerlo vedi cosa c’è dietro il mondo che vivi, i suoi oggetti, meccanismi, relazioni, emozioni. E ne cogli il senso. O almeno lo intuisci. E ciò ti basta per ringraziarlo, per ringraziare questo piccolo timido ometto svedese che rivolgeva lo sguardo dentro di sé e scopriva universi .


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